Labuat chiede chiarimenti al Comune di Taranto e decide di donare il palco ed il giardino alla cittá

PROGETTO EUROPEO LANDSCAPE CHOREOGRAPHY. RICHIESTA CHIARIMENTI

Al Sindaco di Taranto, dott. Ippazio Stefano;
All’Assessore alla Qualità del territorio – Assetto del Territorio, Beni Culturali, Urbanistica, Politiche abitative della Regione Puglia, dott.ssa A. Barbanente;
All’assessore al Mediterraneo, Cultura, Turismo della Regione Puglia, Dott.ssa S. Godelli;
Alla Soprintendenza Archeologica per la Puglia via Duomo 133, Taranto,
c.a. del Soprintendente, Dott. L. La Rocca;
oltre che all’Ufficio di Gabinetto Sindaco, c.a. del Dott. G. Licciardello;
all’Assessore all’Urbanistica e Rigenerazione Urbana, Dott. F. Cosa,
all’Assessore al Patrimonio, Ing. A. Spinelli,

Gentili amministratori,
L’associazione Labuat (LABoratorio Urbano Architettura Taranto) nasce nel 2008 grazie al bando Principi Attivi della Regione Puglia, con l’obiettivo di riqualificare gli spazi urbani attraverso realizzazioni concrete e di interesse collettivo.
Dal principio le attività svolte hanno interessato la città vecchia di Taranto ed in particolar modo la zona del Laboratorio Urbano Cantiere Maggese. Nei primi due anni di vita l’associazione si è dedicata a supportare il nascente Laboratorio Urbano, ubicato in una zona marginale e degradata della città. Nel mese di Settembre del 2009 ha progettato e costruito vicino al Cantiere
Maggese insieme al gruppo milanese Controprogetto, un parco giochi temporaneo, che ha ricevuto l’unanime consenso da parte dei cittadini e dell’amministrazione in carica in quel periodo. Questo intervento è stato pubblicato su riviste, presentato in incontri e convegni e inserito in una selezione di progetti di riqualificazione degli spazi pubblici, proiettato nel Padiglione Italia dell’ultima biennale di architettura di Venezia.
Grazie anche a questo lavoro, il gruppo di professionisti di Labuat fa oggi parte di una rete di soggetti pugliesi che si occupano di auto-costruzione, progettazione partecipata e riqualificazione di aree degradate e marginali.
Fra le varie attività svolte dai professionisti dell’associazione sul territorio pugliese va segnalata l’allestimento degli spazi del Laboratorio Urbano Ex Fadda di San Vito dei Normanni, sempre insieme ai colleghi di Controprogetto. In due mesi di incontri, progetti e costruzione degli allestimenti si è riusciti a trasformare uno spazio di 1000 mq che oggi è un punto di riferimento nazionale nell’ambito degli spazi per le attività giovanili e la creatività.
In questi giorni ci apprestiamo per la terza volta in due anni a coordinare, alle Manifatture Knos di Lecce, un gruppo di lavoro che sta progettando, attraverso pratiche sperimentali, la realizzazione di un giardino al posto di un parcheggio asfaltato di 10000 mq.
In questo lavoro siamo guidati da paesaggisti di fama internazionale come Gilles Clement e i Coloco e collaboriamo con i colleghi del LUA (Laboratorio Urbano Aperto), con la Regione Puglia, il Comune di Lecce, la Provincia di Lecce e Lecce 2019.
Dagli inizi del 2011 abbiamo deciso di interessarci della zona del Parco archeologico delle mura greche, nel quartiere Solito Corvisea dove molti dei componenti dell’associazione risiedono.
Alla fine degli anni ‘80 i cittadini che si trasferirono a vivere nei palazzi di un quartiere senza ancora le minime infrastrutture come l’illuminazione e le strade, decisero di autofinanziare la costruzione di campi di calcio e la realizzazione di giardini, piantando numerosi alberi che costituiscono ancora oggi il 90% del verde presente in zona. Ricordando questo insegnamento e la vitalità del quartiere in quegli anni, abbiamo iniziato a scrivere il progetto Landscape Choreography con l’obbiettivo di far rinascere l’interesse da parte dei residenti verso il parco, lasciato all’abbandono.
Il progetto Landscape Choreography è stato finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito del Cultural Programme (2007-2013), si sta realizzando in tre nazioni (Italia, Germania e Romania), è co-finanziato dall’assessorato alla Cultura della Regione Puglia, ha come capofila l’associazione Balletto Civile e vede coinvolti fra i vari partner le università di Hannover e Cottbus (DE) e quella di Siena. Le finalità del progetto sono esplicitate nel sottotitolo “From Waste Land to Shared Urban Gardens” cioè, dagli spazi abbandonati ai giardini condivisi, rifacendosi ad esperienze consolidate di carattere internazionale dove giardini e orti urbani sono promossi e gestiti da gruppi di cittadini ed associazioni. Le attività del progetto sono iniziate ufficialmente a gennaio 2013 e si concluderanno a giugno del 2014. Nel caso specifico di Taranto la nostra associazione ha riscontrato una grande difficoltà a spiegare, in numerosi incontri, agli organi competenti, le finalità del progetto e per più di due anni ci siamo impegnati a produrre e protocollare diverse richieste e progetti.
Il 6 giugno del 2013 è stata presentata all’attenzione del sindaco di Taranto una richiesta per la realizzazione di uno spazio per cinema, musica, teatro e danza, da costruire nel parco intorno a un container/laboratorio che sarebbe potuto diventare alla fine del progetto una ciclofficina, utile a sensibilizzare i cittadini all’uso della bicicletta in considerazione dei progetti che ci auguriamo negli anni futuri vedranno realizzasi in città piste ciclabili.
Il container sarebbe stato dotato di pannelli solari utili ad illuminare la zona circostante da anni ormai al buio, per il non funzionamento della pubblica illuminazione, situazione che rende la zona nelle ore notturne poco frequentata e pericolosa. Tutte queste opere non avrebbero gravato sulle casse della pubblica amministrazione, sarebbero rimaste pubbliche e non avrebbero interagito con il sottosuolo (interessato da vincoli archeologici) in quanto facilmente rimovibili.
La stessa richiesta, presentata nuovamente in data 10 luglio e 12 settembre presso il protocollo del Comune di Taranto e della Soprintendenza ai Beni archeologici della Puglia non ha avuto nessun riscontro. In data 10 ottobre 2013 abbiamo ripresentato un nuovo progetto per la realizzazione di un giardino, da realizzare sempre nel parco ma questa volta in una grande vasca di cemento abbandonata. Il cambio di progetto e di posizione all’interno del parco nasce dall’idea di lavorare su uno scarto di un progetto precedente da ripensare per una nuova vita piuttosto che aggiungere nel parco nuovi elementi.
Il progetto prevede la costruzione di una pedana/palco dell’altezza di 45 cm. e la realizzazione di un giardino con piante e sedute. L’evento organizzato nei giorni 25 e 26 di ottobre, in occasione dell’ultimo workshop da tenersi alla presenza dei partner europei, non ha per noi il fine del progetto ma uno strumento per far riscoprire ai cittadini un altro pezzo di parco lasciato in abbandono.
Produttiva è stata la collaborazione con gli operatori dell’ Amiu nei giorni precedenti l’evento, che ha consentito di riportare alla luce in poco tempo la bellezza del posto, apprezzata da tutte le persone che hanno partecipato alle attività organizzate.
Il progetto del giardino non è stato completato nella parte che riguarda le sedute e le fioriere per la mancanza delle risorse economiche necessarie in quanto, nonostante il progetto volga al termine, il co-finanziamento della Regione Puglia è bloccato dal patto di stabilità.
E’ nostra intenzione completare la piazza/giardino come piccolo contributo nell’ambito di un auspicato intervento di recupero nella sua interezza del parco che negli ultimi tempi è tornato d’interesse pubblico, grazie anche all’intervento di numerosi cittadini, associazioni, gruppi e comitati.
Con la presente, pertanto, chiediamo a tutti gli organi competenti di prendere una posizione chiara sulla nostra richiesta di completamento del giardino che è nostra intenzione donare alla città di Taranto affinché resti uno spazio pubblico e attrezzato, e ci rendiamo sin d’ora disponibili ad un’incontro.
Consci del carattere sperimentale dell’iniziativa siamo pronti a supportare l’amministrazione Comunale e la competente Soprintendenza per chiarire tutti i dubbi di carattere tecnico, adempiere le normative esistenti e adoperarsi affinché le strutture siano in totale sicurezza.
Nello stesso tempo cogliamo l’occasione per segnalare che la zona è ormai al buio da anni e necessita di lavori di ripristino della linea elettrica, che mancano alcuni tombini, che il cordolo della vasca in cemento è fatiscente e ha le armature scoperte, così come sono presenti nel terreno numerosi vecchi tombini in cemento rotti che sono pericolosi rifiuti.
Convinti che il nostro lavoro e la nostra disponibilità possano essere considerate come una risorsa per la città e non un problema, siamo convinti che la collaborazione fra cittadini, associazioni ed enti possa essere l’unica strada in questo momento percorribile per provare a sviluppare idee e progetti e recuperare le risorse umane ed economiche utili a riqualificare un’area che fortunatamente in tanti oggi stanno riscoprendo.
Cordiali saluti,

Taranto, 07/11/2013
per l’Associazione Labuat,
il Presidente, Arch. Michele Loiacono

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