Aspettando il ritorno

Targa crollo vico reale

Partiamo da Largo San Gaetano in città vecchia a Taranto. Partiamo da questo luogo simbolo, carico di significati. Largo San Gaetano insieme a Via Cava e Vico Reale sono stati teatro di tragedie che  dagli anni ’70 in poi hanno lasciato drammaticamente il segno nella vita della città vecchia e quindi dei suoi abitanti.

Crolli di palazzi, vite spezzate, degrado e paura hanno caratterizzato sul finire degli anni ’70 questa parte di città che ha visto l’esodo, di tanti suoi abitanti, dalla città vecchia ai  luoghi periferici e spesso abbandonati di Taranto  (abitazioni a  Paolo Sesto, Tamburi e  Bestat) .

LABuat , nell’intento di ricostruire e riportare alla luce queste storie di vita, sta avendo modo di conoscere le persone che questi luoghi li abitano e li vivono da quando sono nati, come la Signora Margherita.

La Signora Margherita vive nel palazzo di Vico Reale e sa che in quello stesso palazzo sono morte sei persone. Lei ci ha mostrato la sua casa, e dalla sua casa è stato possibile vedere il tetto della ex-chiesa San Gaetano che ospiterà Cantiere Maggese.

Sa che il palazzo dove vive è crollato. E sa dove si trovano le tombe delle sei persone che nel pomeriggio del 13 maggio 1975 hanno trovato la morte.

Sabato mattina abbiamo incontrato  Margherita in città vecchia a Vico Reale.

Abbiamo visitato insieme l’immenso cimitero di Taranto. Finalmente arriviamo al posto da lei descritto.

Senza il suo contributo non l’avremmo mai trovato.

Volti di bambini schiacciati dalle macerie. Corpi distesi sui lettini dell’ospedale: tre i bambini, tre le foto. E sotto una targa per ricordare quel crollo: l’immagine della città che crolla.crollo2

Da quel momento la città non si è più rialzata.

La speranza è che finalmente si rialzi. Noi vorremmo ripartire, per questo, da Vico Reale, Largo San Gaetano, Via Cava: convinti più che mai delle grandi potenzialità del Cantiere Maggese, e dell’importanza della progettazione urbana partecipata.

Aspettando il ritorno…

domani appuntamento in via cava per parlare dei crolli di Vico Reale…

1 commento
  1. anna ha detto:

    Quando ci fu questa terribile tragedia io non ero ancora nata ,
    questa tragedia la conosco perche’ mio marito e’ uno dei fratelli di quei bambini tragicamente morti.
    Lui Palumbo Vincenzo il piu’ grande dei maschi vivo perche’ fortunatamente era a scuola con la sorella .
    la famiglia porta con se il dolore di quella disgrazia , nessuno si e preccupato di loro ,si hanno avuto una casa popolare ,il posto al cimitero ,nessun supporto psicologico ,ed economico ,non che potesse alleviare il dolore subito ,doveva essere solo un aiuto per poter andare avanti.
    comunque io credo nella rinascita del quartiere anche se non ci vado mai perche’ mio marito non vuole piu’ rivedere quei luoghi .
    grazie

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