Labuat e Studio LOV

Anche se in ritardo pubblichiamo un messaggio che ci arriva da Berlino da parte di Studio LOV che ci ha seguiti in quasi tutto il percorso.
Anche se lo stato attuale di chiazza du Vurp Gigant non è dei più incoraggianti ci sembra opportuno condividere il materiale da loro prodotto che sintetizza le esperienze di Park Urka e Terrarret oltre a dare degli spunti interessanti su una metodologia di intervento nel centro storico di Taranto.
Con loro proprio in questi giorni stiamo ragionando sulle prossime iniziative e progetti.


“Partecipare all’esperienza intrapresa dal gruppo de Labuat ha avuto per entrambe un significato differente ma ugualmente costruttivo. Per l’una ha rappresentato un “ritorno alle origini”, a luoghi conosciuti ma estranei al tempo stesso, ma anche un ritorno alla città in cui si è cresciuti e che, come tanti altri prima e dopo, s’è deciso di lasciare inseguendo presunte migliori opportunità. Per l’altra ha rappresentato la scoperta di una realtà lontana dal conosciuto, per certi versi estrema e sicuramente di forte impatto. Un’esperienza intensa che ci ha regalato ed insegnato tanto, che ci ha coinvolte su tutti i livelli, compreso quello emotivo!
Un progetto che per ben due volte ci ha chiamate a trasferire il nostro impegno e la nostra attenzione da Berlino, dove lavoriamo insieme da alcuni anni nel campo dell’architettura del paesaggio, a Taranto e più precisamente alla città vecchia, accanto a bambini vivaci ed assetati di novità e agli amici che ci hanno guidato in questa avventura.
Il nostro approccio è stato prima di scoperta, di proposizione di idee e metodologie, poi di partecipazione totale ad un evento che ha portato i cittadini ad essere protagonisti delle trasformazioni e della rinascita di angoli di città abbandonati, coinvolti dalle modalità d’intervento dei gruppi (Controprogetto, Geologika) che hanno reso possibile concretizzare e arricchire il lavoro che da anni qualcuno (primo tra tutti Michele Loiacono) pazientemente svolge nel territorio del centro storico, un lavoro di conoscenza, analisi e studio ma forse ancora più importante, un lavoro mirato a penetrare e comprendere un tessuto sociale fortemente radicato e disilluso.
La speranza è che questa non rimanga solo una gratificante esperienza ma possa essere l’inizio di un progetto più grande e lungimirante.”
Manuela ed Elisa
http://www.studiolov.net

Scarica i file
park urka
terraret
abaco

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1 commento
  1. Valentina ha detto:

    Grazie Manuela ed Elisa per queste riflessioni, e per il vostro coinvolgimento in questo percorso; sono contenta che LABuat si apra ad altre realtà e sono convinta, perchè lo sto sperimentando, che la strada dell’apertura e del confronto è quella giusta!
    Anche noi speriamo che questa esperienza possa continuare e diventare un progetto più grande.
    Un abbraccio e a presto
    Valentina

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