Dal 16 al 22 novembre 2009 a Taranto, in città vecchia, si terrà il novo workshop di LABuat: “Terrarret“.
Costruzione naturale e partecipazione: un metodo di insegnamento della
cultura della sostenibilità, tra gioco e pratica collettiva di progetto.
Sarà realizzato in collaborazione con il collettivo Geologika ( www.geologika.org )
Il progetto ha come primo obiettivo quello di far sperimentare ai partecipanti la lavorazione della terra cruda, attraverso un percorso sensoriale e creativo che li porti dalla semplice miscela degli ingredienti, all’ideazione e poi realizzazione concreta di un manufatto.
Dal disegno alla costruzione, il percorso si svolge in una dimensione di continua scoperta e conquista, si ampliano naturalmente le capacità percettive e si migliorano le qualità manuali;
attraverso il lavoro collettivo si sviluppa la capacità di scambio e cooperazione.
Una serie di workshop traccerà un cammino attraverso i vari campi d’impiego della terra cruda:
dall’architettura naturale all’eco-design, con particolare attenzione al riciclo e riutilizzo di materiali, un percorso volto ad approfondire l’applicazione della materia, a divulgarne lo spirito. Ma non solo. I laboratori saranno occasione per leggere ed interpretare, a più livelli, il territorio urbano proprio a partire dalle sue aree abbandonate o poco fruite, per stimolare il desiderio del cambiamento e della rigenerazione di quei luoghi attraverso metodi e pratiche di condivisione e l’uso di materiali sani.
ipotesi di calendario
dal 16 al 22 novembre
lunedì 16 novembre
h. 10.00-13.00 presentazione del progetto alle scuole e/o nell’università.
h. 16.00 dibatitto pubblico sui temi dell’autocostruzione e della progettazione partecipata
h. 19 attacchinaggio collettivo della fotografia satellitare dell’Isola.
Martedì 17 novembre
h. 11.00 incontro nelle scuole inferiori e corteo di inizio lavori.
h. 15.00-19.00 laboratorio di progetto e modellazione per i più piccoli.
h. 19.00 assemblea di inaugurazione e di presentazione del progetto in piazza
(nei pressi di Largo S.Gaetano e/o alla fornace di Largo Petino )
Mercoledì 18 novembre
h. 10.00-14.00 decomposizione e decostruzione del muro di chiusura. L’obiettivo è l’apertura
spaziale.
h. 16.00-20.00 riciclo, ricomposizione e ricostruzione di allestimenti per la nuova piazza.
Giovedì 19 novembre h. 10.00-20.00
- grande impasto di terra, sabbia e paglia;
- modellazione degli allestimenti della piazza;
- intreccio struttura a cupola in tondini di ferro e corde riciclate.
Venerdì 20 novembre h.10.00-20.00
- completamento della struttura della cupola e della tessitura di corde;
- preparazione di ulteriori impasti;
- inizio intonacatura cupola.
Sabato 21 novembre
h. 10.00 ripresa dei lavori di modellazione collettiva. Finire e rifinire la cupola.
h. 20.00 cena di quartiere
h. 22.00 festa (tarantola elettrica)
Domenica 22 novembre
h. 11.00-23.00 cantiere infestato per completare le opere intraprese.
COS’E’ LA TERRA CRUDA
La terra è un materiale universalmente diffuso ed utilizzato fin dalle origini dell’uomo;
impastata con paglia, sabbia ed acqua, è stata la tecnologia base non solo per la costruzione
delle prime case abitate dall’uomo ma anche della produzione di suppellettili, oggetti ed
immagini di culto, nonché delle primordiali espressioni artistiche. Evolutasi nel corso del
tempo, adattata a climi e latitudini diversi, questa tecnica costruttiva è ancor oggi capace di
creare dialoghi fra territori distanti, legami tra culture e popoli apparentemente distanti.
Con la terra cruda, cioè non cotta in fornace ma lasciata essiccare naturalmente al sole, ancora
oggi vengono costruite abitazioni ed edifici importanti non solo nei paesi terzi ma anche in
quelli industrializzati: il 40% della popolazione mondiale vive in case di terra e queste
costruzioni sono il segno di uno stretto legame con il territorio, di un modo di costruire e vivere
che si sviluppa in simbiosi con il paesaggio e l’ecosistema circostante senza alterarlo, senza
grandi impatti.
Il diffondersi di materiali introdotti sul mercato dalla moderna produzione industriale
ha portato a un progressivo abbandono di questa arcaica alta tecnologia, considerata
obsoleta ed indiscussa testimonianza di povertà, di emarginazione a livello sociale.
E’ tuttavia in corso una rivalutazione a livello mondiale della terra cruda, le elevate prestazioni
ecologiche, tecnologiche e culturali di questo straordinario materiale, la sua riciclabilità,
atossicità, elementarità, plasmabilità, suggeriscono un’inversione di tendenza, maggiore
considerazione e sperimentazione.
Storicamente, le case di terra erano costruite dagli abitanti stessi, insieme ai vicini ed agli
amici in un forma di festosa e mutuale condivisione del lavoro in cui ognuno contribuiva al
cantiere per quel che poteva o sapeva fare.
Modellare a mani nude lo spazio, insieme agli altri, aumenta la percezione di unità che collega
l’essere umano agli altri esseri umani ed insieme ai luoghi abitati.
La casa, la scuola,come la città, vengono intese non più come semplici contenitori ma come
luoghi in continua trasformazione, vivi e vitali.
PERCHE’ LA TERRA CRUDA A SCUOLA
Alla scuola sono tendenzialmente destinati sempre meno stanziamenti; a farne le spese molto
spesso sono gli studenti: sempre meno laboratori ad affiancare ed arricchire il normale corso
della didattica, ancora meno fondi per risistemare ed arricchire giardini e cortili, per estendere
il raggio di studio e di azione alla città circostante.
Gli spazi pubblici si riducono così a luoghi di passaggio, “vuoti” urbani e sociali che distruggono
progressivamente il tessuto connettivo che lega il cittadino al territorio e al suo ambiente
di vita.
Il duplice vantaggio di questo tipo di laboratorio risiede nella facilissima reperibilità e nel basso
costo delle materie prime necessarie, assieme alla possibilità per le ragazze ed i ragazzi di
imparare e crescere, ideando e costruendo in comune qualcosa che poi si conserverà tangibile
nel tempo, proprio negli spazi pubblici comuni.
Le abitudini dei giovani del nostro tempo sono influenzate spesso dalle mode, dai prodotti che
meglio si offrono al mercato; poco è lasciato alla fantasia ed alla creatività, insufficiente spazio
è concesso alle attitudini personali; in un immaginario preconfezionato non siamo più liberi di
esprimerci. Dietro i colori vivaci, la solidità, la facilità di pulizia di questo mondo patinato si
nascondono processi industriali molto invasivi ed un abnorme impiego di materie prime e di
energia; il tutto poi ci viene venduto a prezzi spesso inaccessibili.
Questo laboratorio, semplice ed economico, vuole contribuire ad invertire la tendenza riguardo
gli usi e consumi dannosi per l’ambiente che ci circonda: è riproducibile liberamente sia in
piccola che in grande scala, contribuisce all’espressione creativa attraverso il gioco, introduce
al piacere di creare liberamente le forme del proprio immaginario, stimola la fantasia oltre che
l’intelletto.
I cantieri di terra cruda sono luoghi in festa: il lavoro manuale, la condivisione delle decisioni,
l’organizzazione del “cantiere naturale” crea uno spirito di socialità tra le persone.
Con le mani ed i piedi nel fango si è tutti uguali, ognuno con il proprio ruolo e compito da
portare a termine per contribuire alla realizzazione complessiva del progetto.
2008: IL RACCONTO DELL’ESPERIENZA DELLA SCUOLA PRIMARIA GABELLI DI VENEZIA LIDO.
Nel laboratorio dello scorso anno scolastico i bimbi della scuola Gabelli hanno ideato, disegnato
e costruito la scenografia per la recita scolastica ed il leone alato, in seguito donato alla
Municipalità del Lido e collocato nell’entrata della sede.
Il laboratorio si è snodato in due appuntamenti:
un primo incontro nelle classi è stato finalizzato all’approccio al materiale; con l’ausilio di
grandi collage con fotografie,disegni ed appunti si sono percorsi la storia, l’utilizzo ed i pregi
della terra cruda; i bimbi hanno ascoltato e raccontato, espresso conoscenze e pareri; hanno
poi immerso le mani nelle varie componenti e nell’impasto, annusando e plasmando alcuni con
timidezza e altri con grande gusto.
La proposta delle maestre di immaginare assieme l’allestimento per la recita di fine anno è
stato accolta con entusiasmo e abbiamo ripercorso tutti insieme la vicenda della nascita del
simbolo di Venezia, il leone alato.
I bimbi si sono misurati con due lunghissimi fogli da disegno da riempire con idee legate ai
contenuti della recita: il primo gruppo, con i pastelli, ha delineato il profilo della città con le sue
case, campanili, cupole; il secondo gruppo, con i colori a cera ed i pennarelli, ha celebrato il
protagonista della storia, riempiendo il foglio di leoni alati di tutti i tipi, colori, misure.
Il disegno in libertà ha permesso quindi ai bimbi non solo di confrontarsi fra loro in modo
attivo e costruttivo ma anche di esprimersi in autonomia rispetto ai temi ed agli elementi da
rappresentare nella scenografia in terra: si è deciso, quindi, per uno sfondo con la
modellazione della città ed un bel leone con due grosse ali.
Visti i tempi stretti, i bambini non hanno partecipato direttamente alla preparazione delle
strutture che sono state approntate nei nostri laboratori.
L’azienda Celenit che produce per l’edilizia articoli ecologici in fibre di legno mineralizzate, ha
ricoperto volentieri il ruolo di sponsor inviando una campionatura di otto pannelli che sono
stati ritagliati seguendo il disegno fatto dai bambini.
La sagoma del leone è stata costruita attenendosi il piu’ possibile alle suggestioni espresse nei
disegni. Realizzato interamente con materiale riciclato dalla Biennale di Architettura 2006, il
leone contiene una la struttura portante in legno resa solidale con le zampe attraverso robuste
imbullonature, la forma del corpo è stato ottenuta con uno stretto intreccio di cordame di
canapa, poi imbottito con la paglia.
Il secondo incontro si è svolto nel giardino della scuola materna di Malamocco ed è stata una
vera festa. Con i bimbi della materna, i ragazzini della scuola elementare Gabelli hanno
dapprima organizzato il cantiere: gli spazi dell’impasto con il suo telone, le mastelle dell’acqua,
le strutture da intonacare; spontaneamente divisi in gruppi, poi, si sono occupati della
preparazione dei vari ingredienti terra, sabbia, paglia.
Felici soprattutto di sguazzare nel fango, hanno realizzato tutti assieme in brevissimo tempo
un impasto praticamente perfetto.
L’intonacatura dei pannelli è stato il primo approccio con la modellazione; distendendo la terra
ognuno ha potuto coglierne concretamente la consistenza, la lavorabilità, imparando nello
stesso tempo a gestire la coordinazione delle mani e delle dita e la forza da imprimere
soprattutto per livellare le superfici.
Il leone ha rappresentato, infine, il vero passaggio dal disegno all’oggetto reale, favorendo
fortemente nei ragazzini la percezione tridimensionale; ognuno ha potuto, a piacere, modellare
le parti piu’ grandi o cimentarsi nei dettagli piu’ piccoli e difficili;
sono state così plasmate le forme, lisciate le superfici e curati i particolari del muso, della
criniera e della lunga coda.
Sfruttando le loro capacità sensoriali, vedendo e toccando, i bimbi hanno appreso, compreso e
si sono lasciati rapire dal complesso mondo dei segni, delle forme, dei colori; hanno
sperimentato un nuovo modo di esprimersi e comunicare non solo con le parole, quindi, ma
anche attraverso gesti e raffigurazioni.
La splendida accoglienza che la Municipalità del Lido ha riservato al dono del Leone è il
riconoscimento del fatto che i piccoli sempre di più si affermano come cittadini attivi, coinvolti
nelle dinamiche culturali della città, capaci di re-interpretare e modificare anche
concretamente gli spazi in cui vivono.
(Dagli appunti di Paola Fachin e Giulio Grillo di geologiKa Venezia.)

Il successo raggiunto con l’inaugurazione di “Park-urka!” ha suscitato in noi grande soddisfazione, ma ci ha consegnato anche e soprattutto la responsabilità di dare continuità al percorso iniziato.
In pochi giorni ci siamo conosciuti e fatti conoscere, abbiamo stretto legami, condiviso il nostro progetto e portato il nostro entusiasmo in giro per i vicoli della Città vecchia.
Abbiamo condiviso con i bambini le risate, il gioco, la gioia di creare uno spazio allestito tutto per loro e con gli adulti la possibilità di sentirci tutti più attivi e responsabili nella realizzazione di qualcosa di concreto per un (piccolo!) cambiamento della nostra Taranto vecchia.
Soprattutto, non abbiamo forzato né imposto ma abbiamo ascoltato, collaborato, aggregato…e loro, gli abitanti della Città vecchia, hanno apprezzato premiandoci con il loro affetto, la loro disponibilità e la partecipazione.
Per questo vogliamo rivolgere un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di “Park-Urka!” (…ai più noto come “Chiazza duu’ vurp gigant”!). E allora:
grazie al Sindaco di Taranto Ippazio Stefano, all’assessore Davide Nistri e alla preziosissima dott.ssa Rosa Albano per averci sostenuto dall’inizio alla fine e per averci donato temporaneamente (e in via del tutto eccezionale!) “Casa UP”;
grazie a Roberto Covolo, Annibale D’Elia e a tutto lo staff di Bollenti Spiriti per il loro intervento, l’appoggio, il sostegno;
grazie a Michele Loiacono per aver voluto condividere con noi fin dall’inizio la sua “geniale” intuizione;
grazie ai bambini del quartiere per aver disegnato e progettato con noi il loro parco giochi;
grazie a tutto il popolo di Via Cava per il supporto logistico;
grazie alla signora Margherita per averci insegnato a fare i cavatelli e alla signora Maria e alla signora Teresa per la loro cottura;
grazie ad Annarella per il sugo con le cozze e la parmigiana di melanzane (…andata a ruba!);
grazie a Davide e Valeria di Controprogetto, a Rocco, a Michele Calabrese, a Manuela, a Riccardo e ad Alessandro per aver lavorato giorno e notte senza sosta alla realizzazione delle strutture del parco giochi;
grazie ad Aldo, Giuseppe, Giacomo, Giacinto e Simone per aver realizzato la nuova pavimentazione della piazza;
grazie a Radio Popolare Salento per averci sostenuto, e per aver promosso l’ iniziativa con lo spot e le trasmissioni in cui si è parlato dell’evento;
grazie a deejay Alfredo per la sua originale performance live;
grazie ad Alessandra, Ileno, e Luigi per aver documentato con foto e video l’intero workshop;
grazie ai ragazzi del LUA per l’albero che hanno donato al Park-Urka;
grazie ai ragazzi di ZonaEffe per essere sempre presenti;
grazie a Post_la fabbrica della creatività per il suo contributo;
grazie alla Ditta Volpe-Galiuto per la costante collaborazione e per averci fornito il materiale per la pavimentazione;
grazie alla Ditta Gianni Peluso per il materiale fornito;
grazie a Nautica Caponio per aver “super-scontato” le corde per le altalene;
grazie all’azienda Trifone-Dioguardi per averci gentilmente donato le mattonelle;
grazie a Mister Toys per lo sconto sullo scivolo;
grazie all’associazione di volontariato St’Art e all’associazione Scosse Culturali per il contributo dato alla serata conclusiva del workshop con l’iniziativa “Condivisione e progettazione”;
grazie all’Associazione Peacelink per il suo contributo: senza il videoproiettore non sarebbe riuscita l’iniziativa “Condivisione e progettazione”;
grazie a Fido Guido per la sua tanto attesa performance musicale;
grazie a Frank, Paola, Anna, Luigi per esserci stati vicini…
I nostri attuali sentimenti sono felicità e responsabilità.
Grazie a tutti voi per averci fatto partire rendendo possibile la realizzazione del primo workshop di Labuat e grazie soprattutto perché – adesso lo sappiamo con certezza! – in questo viaggio non saremo soli.
Labuat
Inaugurazione del Parco Giochi Temporaneo in città vecchia + concerto di Fido Guido and ROoz Band
Labuat e Controprogetto (www.controprogetto.it) comunicano che il 10 settembre negli spazi compresi tra l’ex-chiesa di San Gaetano e via Cava, nella Città Vecchia di Taranto, si terrà l’inaugurazione del Parco Giochi Temporaneo, come evento di chiusura del workshop di progettazione e costruzione urbana partecipata “Park-Urka! “.
Park-Urka è un progetto supportato dal programma “Bollenti Spiriti” della Regione Puglia (Principi Attivi_ giovani idee per una Puglia migliore), con il patrocinio del Comune di Taranto.
Il parco giochi temporaneo, frutto del lavoro svolto insieme agli abitanti della Città Vecchia di Taranto, sarà inaugurato alle ore 17.00 nel “campetto”, nello slargo retrostante l’ex-chiesa di San Gaetano, alla presenza dell’assessore regionale alla Trasparenza e alla cittadinanza attiva Guglielmo Minervini.
Dalle ore 18.00 l’associazione di volontariato St’Art in collaborazione con l’Associazione Scosse Culturali propone l’iniziativa CONDIVISIONE E PROGETTAZIONE un modo per condividere informazioni a vari livelli su Città Vecchia e stimolare la progettazione finalizzata alla riqualificazione del nostro territorio.
L’iniziativa prevede un banchetto di condivisione di materiale sul borgo antico, cartaceo (fotocopie, cartoline, foto, articoli e saggi) e digitale, presentazioni su power-point, esposizione fotografica, reading di articoli e saggi su Città Vecchia, proiezione di video sulle iniziative svolte nel centro storico e spazio aperto di discussione e progettazione.
In occasione della chiusura del workshop Park-Urka e dell’inaugurazione del Parco giochi, nella stessa giornata dalle ore 22 si terrà la performance musicale di Fido Guido and Rooz Band, evento patrocinato dal Comune di Taranto, e promosso da LABuat, Artesia, Controprogetto, Arcinota, Punto a Capo, St’Art.
Media Partner: Radio Popolare Salento
Info:
Associazione LABuat
Laboratorio_Urbano_Architettura_Taranto
Tel. +39.327.1833402
Tel. +39.349.1444125
http://labuat.wordpress.com/
labuat@gmail.com
Park-urka è partito.
Queste le prime immagini di questo percorso di progettazione urbana partecipata (per vederle clicca sulla locandina), che stiamo seguendo insieme agli abitanti di città vecchia e che ci porterà alla costruzione di un parco giochi temporaneo nello slargo restrostante la ex chiesa di Largo San Gaetano.
…. Cosa abbiamo fatto finora:
Riunioni sù, riunioni giù.
Tra Casa Up, Via Cava 90, il campetto.
e poi e poi
recupero dei materiali – progettazione – dialogo attivo – foto- interviste -video riprese
raccolta documentazione fonti scritte e orali: parole, voci, rumori, musica, racconti e storie
disegni coloratissimi sul futuro del campetto. il campetto che sarà.
Ad aiutarci i bambini.
e poi e poi
organizzazione della cena: momento conviviale -intimo – per capire insieme agli abitanti cosa progettare nel campetto.
Al termine della fase progettuale che ha visto impegnati i bambini della Città vecchia con i ragazzi di Controprogetto abbiamo organizzato una cena con gli abitanti.
Grazie agli uomini di Via Cava abbiamo allestito il piazzale con una grande tavolata e delle sedie; insieme alle donne abbiamo preparato, cucinato, fritto; i bambini, infine, ci hanno aiutato ad apparecchiare la tavola. La serata è stata animata dalla musica dal vivo di deejay Alfredo, da uno spettacolo di giocoleria improvvisato da Davide e da balli di gruppo dei bambini di Via Cava.
Abbiamo allestito il laboratorio di progettazione destinato ai bambini della Città vecchia nello slargo antistante il Cantiere Maggese, utilizzando materiale recuperato qua e là: tavolo e cavalletti da Palazzo Ulmo, le sedie azzurre che gli stessi bambini avevano dipinto in occasione della “Festa della musica” del 20 giugno, un grande telo verde utilizzato come tendone per fare ombra.
Noi abbiamo fornito ai bambini matite, colori, carta e fogli stampati con il disegno dell’area da ri-pensare (che era, appunto, quella in cui si trovavano) e loro hanno fornito ai ragazzi di Controprogetto le idee e i suggerimenti necessari per progettare il parco giochi.
Ricordate i morti Ma ricordateli Vivi*
Taranto 13 maggio 1975 -13 maggio 2009

Sono le 14.30 del 13 maggio 1975. Nella città vecchia di Taranto crolla una palazzina di tre piani in Vico Reale. L’ennesimo crollo di una lunga serie. Muoiono 6 persone di cui tre bambini: Ettore, Teresa e Maria Palumbo, rispettivamente di 3, 5, 6 anni. Sono stati trovati dai soccorritori abbracciati accanto al nonno materno, Ettore Camerino di 70 anni.
Nella stessa palazzina troveranno la morte anche Addolorata Midea di 73 anni e Cosimo Larice di 81 anni: “si erano messi da poco a letto per il riposo pomeridiano e sono passati dal sonno alla morte.” (dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 13 maggio 1975).
“Saranno state le 14.30. Tre meno venti precisa qualcuno. Vico Reale a quell’ora è più calma del solito: pioviggina e neppure i bambini hanno voglia di starsene nel largo a giocare…. Lì come in tanti altri luoghi della città vecchia è rimasto solo il dialetto, poche anime, tante case squassate e cadenti. sembra che la vita si svolga in una condizione di morte imminente. E infatti in Vico Reale a quell’ora sta per compiersi una tragedia autentica.
Il vico è raggiungibile da Via Garibaldi: t’infili in vico San Gaetano e dopo aver attraversato il largo omonimo, la minuscola strada con annessa piazzetta ti si presenta davanti agli occhi. Una reggia. O almeno ad una reggia fa pensare il nome che a quella stradicciola, hanno affibbiato. Alle 14.30 in quella reggia c’è il cambio della guardia. Dalla vita si passa alla morte.”( dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 13 maggio 1975)
Al 14 maggio 1975 sono 210 gli appartamenti dichiarati pericolanti per altrettante famiglie pari a 1150 persone. Vico Reale ha sicuramente lasciato il segno a più di qualcuno.
Ma di questa tragedia passata, che ha lasciato tante ferite aperte, sofferenze e drammi irrisolti (dall’esodo degli abitanti di città vecchia a Paolo Sesto – alle case parcheggio – alle case della zona Bestat fino al problema del degrado socio-culturale della Città vecchia che vive ancor oggi in stato di abbandono…) cosa è rimasto nella memoria della città?
* da una canzone di Ascanio Celestini

Partiamo da Largo San Gaetano in città vecchia a Taranto. Partiamo da questo luogo simbolo, carico di significati. Largo San Gaetano insieme a Via Cava e Vico Reale sono stati teatro di tragedie che dagli anni ‘70 in poi hanno lasciato drammaticamente il segno nella vita della città vecchia e quindi dei suoi abitanti.
Crolli di palazzi, vite spezzate, degrado e paura hanno caratterizzato sul finire degli anni ‘70 questa parte di città che ha visto l’esodo, di tanti suoi abitanti, dalla città vecchia ai luoghi periferici e spesso abbandonati di Taranto (abitazioni a Paolo Sesto, Tamburi e Bestat) .
LABuat , nell’intento di ricostruire e riportare alla luce queste storie di vita, sta avendo modo di conoscere le persone che questi luoghi li abitano e li vivono da quando sono nati, come la Signora Margherita.
La Signora Margherita vive nel palazzo di Vico Reale e sa che in quello stesso palazzo sono morte sei persone. Lei ci ha mostrato la sua casa, e dalla sua casa è stato possibile vedere il tetto della ex-chiesa San Gaetano che ospiterà Cantiere Maggese.
Sa che il palazzo dove vive è crollato. E sa dove si trovano le tombe delle sei persone che nel pomeriggio del 13 maggio 1975 hanno trovato la morte.
Sabato mattina abbiamo incontrato Margherita in città vecchia a Vico Reale.
Abbiamo visitato insieme l’immenso cimitero di Taranto. Finalmente arriviamo al posto da lei descritto.
Senza il suo contributo non l’avremmo mai trovato.
Volti di bambini schiacciati dalle macerie. Corpi distesi sui lettini dell’ospedale: tre i bambini, tre le foto. E sotto una targa per ricordare quel crollo: l’immagine della città che crolla.
Da quel momento la città non si è più rialzata.
La speranza è che finalmente si rialzi. Noi vorremmo ripartire, per questo, da Vico Reale, Largo San Gaetano, Via Cava: convinti più che mai delle grandi potenzialità del Cantiere Maggese, e dell’importanza della progettazione urbana partecipata.
Aspettando il ritorno…
domani appuntamento in via cava per parlare dei crolli di Vico Reale…
Prima la visita all’ex Chiesa di San Gaetano e poi la visita alle strutture di Via Cava 90: questo il Cantiere Maggese, progetto di Laboratorio Urbano a Taranto nato grazie al Bando regionale dei Bollenti Spiriti (per la riqualificazione urbana con particolare riferimento agli interventi di rivitalizzazione economica e sociale rivolti alle fasce
giovanili della popolazione)
E’ stato aperto al pubblico per poche ore venerdì 5 giugno alla presenza del primo cittadino, Ippazio Stefàno, dello staff di Bollenti Spiriti, della Responsabile della Direzione Servizi Sociali, Ascensa De Florio, dell’assessore ai Servizi Sociali Mario Pennuzzi, del Presidente della Circoscrizione Cittàvecchia Borgo, Luigi Paradiso, e di tarantini provenienti dal Borgo o chissà, ma erano presenti anche alcuni abitanti della città vecchia.
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Tranquillità, sole, calma nel porticciolo sul mar piccolo la mattina del 12 giugno 2009.
Calma piatta e apparente, se non fosse per il terribile fumo nero che si alzava dal complesso industriale: Ilva, Eni, o chissà. Non è dato saperlo.
In compagnia di Zio Cataldo e del suo cane Puzzo, siamo andati alla ricerca di storie, di incontri e di reti da pesca nelle vie della città vecchia.
Prima gli incontri al porticciolo: i pescherecci solitamente rientrano intorno alle 15.00. Fortunamente però ritornava un peschereccio proprio alle 11, mentre noi eravamo là a “ricercare”.
Sul quel peschereccio di ritorno abbiamo conosciuto il signor Luigi ed i suoi amici.
Arredo Urbano…. Partecipazione… Progettazione…. Coivolgimento abitanti, dai più grandi ai più piccoli….allestimento Largo San Gaetano…. Materiale di recupero….
Domanda: come ci potreste aiutare?
Risposta: abbiamo delle reti da pesca, si possono recuperare, stanno nel nostro magazzino. Venite domani mattina e ve le doniamo! Il magazzino sta alla seconda fermata dell’autobus sulla ringhiera…
Poi… ci siamo addentrati all’interno dei vicoli e piazzette della città vecchia.
Direzione: La Fornace.
Là ho conosciuto Antonio e la sua famiglia. Antonio ed i suoi amici.
Antonio ha da poco aperto un circolo ricreativo proprio in Vico Giglio.
Vico Giglio è un brulicare festoso di bambini.
Ho raccolto la voce di Antonio e quella di sua moglie: felici di vivere in città vecchia, vorrebbero fosse più rispettata.
L’illuminazione non c’è. Gli abitanti l’hanno chiesta più volte. Ci si deve industriare, ed armare di tanta pazienza in città vecchia. I turisti, la Fornace la vedono dall’alto ci dice Antonio: non scendono!
Un tubo di scolo è stato inoltre rimosso ed i liquami che dovrebbero essere scaricati nella fogna, vanno a finire per strada. QUESTO non consente agli abitanti di organizzare come vorrebbero un piccolo lembo di terra e di verde pubblico. LABuat intende per questo intervenire…
Vorrebbero, Antonio e gli abitanti che vivono vicino alla Fornace ( proprio dietroLargo San Gaetano), per esempio, poter stare la notte tutti insieme a parlare, bere un’aranciata, vedere i bambini giocare e passare una serata in compagnia di amici, ma non possono: non c’è la luce e la notte al buio è un proliferare di insetti e topi.
Come non dargli ragione?
Spera che con Cantiere Maggese anche La Fornace possa avere maggiore considerazione da parte dell’amministrazione comunale, dell’Amiu e della ditta che si dovrebbe occupare dell’illuminazione: Enel Sole ci ha comunicato Luigi Paradiso, presidente della Circoscrizione Borgo-città vecchia.
Aspettiamo: che succederà? noi siamo ottimisti e fiduciosi!
Le richieste di Antonio e degli abitanti de “LA Fornace”
Orto comunitario – piazzetta da risistemare dove i bambini possano giocare tranquilli- illuminazione adeguata –
Perchè per Rete si intende l’attrezzo costituito da fili più o meno grossi di fibre tessili intrecciati e annodati a maglia, usato dai pescatori per catturare i pesci, ma anche proteggere ed allevare pesci e frutti di mare.
Perchè LABuat intende lavorare in rete, crede nella rete creativa e nella rete sociale: fondamentale strumento per la progettazione urbana partecipata.
Iniziamo dalle Reti, iniziamo DAL RECUPERO DELLE RETI…dai
RAPPORTI, INTERCONNESSIONI, RELAZIONI
LABuat al Mercato della Salinella – domenica 14 giugno 2009
Domenica 14 giugno 2009 siamo partite alla volta del mercato della Salinella in cerca di vecchi mobili buttati via, da poter riutilizzare nei nostri allestimenti e nella nostra sede.
Alle ore 12.30 circa comincia l’esplorazione: c’è di tutto e di più! sedie, giocattoli, libri, bicchieri, stampanti, mobili, scolapasta, cestini, scarpe, casse di impianti stereo, specchi …tutti oggetti diventati inutili o gettati perché non più “alla moda”.
Ognuna di noi viene immediatamente attratta da qualcosa in particolare, perché ogni oggetto parla e manda dei segni e suggerisce idee sul suo stesso ri-utilizzo: vecchie casse da riutilizzare come sedute, sedie rotte da riparare, un comodino da usare come piano d’appoggio (inizialmente scambiato per un macina pepe …gigante!), un puzzle-tappeto in gomma, e un cagnolino-giocattolo in legno.
Ci consultiamo per verificare l’effettiva fattibilità di ciò che abbiamo in mente, poi carichiamo il tutto in macchina e ci dirigiamo in città vecchia per lasciare il nostro “bottino” all’interno di Palazzo Ulmo, in attesa di poter pulire e rimettere a nuovo quegli oggetti grazie a qualche piccolo intervento e a un po’ di colore, con il coinvolgimento e la partecipazione degli abitanti della città vecchia.
Stanche delle “fatiche” fatte sotto il sole cocente di giugno una volta all’ombra di Palazzo Ulmo ci riposiamo un po’ e riflettiamo insieme sui vantaggi del ri-uso e del riciclo:
1) Risparmio economico: non acquistiamo ma ricicliamo!
2) Condotta ecologicamente sostenibile: non produciamo rifiuti ma li riutilizziamo!
3) Divertimento: sia per noi che impariamo a guardare gli oggetti con un occhio diverso e ad individuarne nuovi usi, sia per i bambini del quartiere che saranno nostri aiutanti e consiglieri nella trasformazione di quei vecchi oggetti abbandonati in oggetti nuovi e utili….perchè come dice anche il proverbio “gallina vecchia fa buon brodo”!
Sabato 20 Giugno 2009 c/o Largo San Gaetano (Taranto), il Comune di Taranto con l’Assessorato alle Politiche Giovanili della Regione Puglia in collaborazione con la Rete Bollenti Spiriti (Arcinota, Artesia, Comitato Quartiere Paolo VI, Edizioni N.B., Laboratorio Circo Nomade, LABuat, NoMedia, Pachamama, Punto A Capo e Teatro del Mare), presentano:
“Musica in Città Vecchia”
In occasione della “Festa Internazionale della Musica” e in concomitanza con la conclusione dei lavori di ristrutturazione relativi al “Cantiere Maggese”, Largo San Gaetano si trasformerà in un “Teatro” all’aperto che accoglierà una variegata serie di eventi culturali.
Programma della serata:
h 18.00 La serata si aprirà con una “merenda” per i bambini del Quartiere e per quanti altri vorranno partecipare.
Verrà animata da Zio Cataldo alias Cataldo Scatigna, da Ciccioclown e dal Circo Nomade
h 20.00 Allestimento dello slargo antistante la chiesa di S.Gaetano ad opera del progetto vincitore Principi Attivi – Labuat “Laboratorio Urbano Architettura Taranto”, con installazioni ed elementi di arredo urbano con materiale di recupero.
h 21.00/21.30 I Pachamama sfileranno tra i vicoli della Città Vecchia
h 21.30/22.30 Performance teatrale “Riflessioni dei ragazzi del Comitato di Quartiere Paolo IV” a cura del Teatro del Mare.
h 22.30 La serata procederà con il concerto di: Sciamano e Robertotto, SFC, Kiss My Town e Fido Guido
h 01.00 FINE
Service audio/luci: Artesia – servizi per l’arte e lo spettacolo
Media partner: Radio Popolare Salento
19 giugno 2009, ore 10.00 appuntamento a Palazzo Ulmo: prendono il via i lavori!
Mentre Anna, Daniela e Paola danno una sistematina al cortile di Palazzo Ulmo, Valeria prepara le postazioni di lavoro e Valentina e Michele si occupano delle ultime questioni organizzative, Antonietta insieme a zio Cataldo improvvisatosi banditore e al suo fido amico Puzzo, camminano per i vicoli della città vecchia annunciandosi con il rullio del tamburo e gridando a voce alta “bambini scendeteee!!!”
Al segnale i bambini abbandonano le loro case e seguono zio Cataldo e Antonietta che li conducono a Palazzo Ulmo dove sono stati allestiti un “reparto falegnameria” e un “reparto verniciatura”.
Ai bambini vengono dati guanti, rulli, pennelli e barattoli di vernice azzurra e immediatamente si mettono a lavoro: Roberto, Giuseppe, Michael, Angela, Maria e tutti gli altri dipingono di azzurro le vecchie sedie recuperate e raccolte nei giorni precedenti, contendendosi la supremazia di rulli e pennelli!! …..e ancora: disegnano, cantano, fanno il girotondo, si sporcano di vernice, si divertono …questa allegria contagia anche i passanti che vengono invitati ad entrare, così altri bambini si uniscono al gruppo.
Alla fine della mattinata sono state prodotte una decina di sedie azzurre e una panchina anch’essa azzurra (o meglio: prima azzurra, poi rossa, poi di nuovo azzurra…), realizzata affiancando due sedie rotte e inchiodando delle assi di legno per realizzarne la seduta mancante. Il tutto verrà collocato il giorno dopo in Largo San Gaetano in occasione dell’iniziativa “Musica in città vecchia” con l’idea di creare un angolo un po’ più intimo, una sorta di piccolo salottino all’aperto.
Nel pomeriggio le attività proseguono con zio Cataldo che, armatosi di vecchi giornali, colla e pennelli, guida i bambini nell’autocostruzione di lampade che serviranno a decorare la piazza.
Ancora una volta i bambini, riuniti intorno al tavolo, creano gruppi di lavoro: c’è chi taglia i giornali, chi vi spalma la colla coi pennelli, chi posa i fogli opportunamente ritagliati sulla struttura realizzata da zio Cataldo, chi infine scrive e disegna sulle cassette della frutta raccolte per realizzare degli insoliti pannelli espositivi.
Al calare della sera purtroppo le lampade non sono state ancora terminate … i bambini sono dispiaciuti per non averle realizzate in tempo per la festa (e forse non è un male considerato l’acquazzone che ci ha colti la sera dopo!), ma promettiamo loro di riunirci un altro giorno per completare il lavoro iniziato e di esporlo.
Infine con l’entusiasmo che li contraddistingue i bambini si offrono volontari per aiutarci, la sera dopo in occasione della festa, a trasportare da Palazzo Ulmo a Largo San Gaetano le sedie che loro stessi hanno dipinto di azzurro. Quindi prendiamo accordi per il pomeriggio seguente e andiamo via ripensando con entusiasmo alla giornata appena trascorsa e immaginando la simpatica processione di sedie azzurre per i vicoli della città vecchia che ci aspetta il giorno dopo!
Il gruppo di lavoro ha già avviato una fase di ricerca storica e di analisi del contesto e svilupperà a breve una fase di laboratori e incontri con il coinvolgimento dei residenti, di artisti del territorio e di architetti e creativi provenienti da altre realtà.
L’azione si svilupperà attraverso 4 laboratori/workshop con esperti in progetti di progettazione partecipata.
Lo scopo di questi laboratori è quello di coinvolgere direttamente i residenti della zona in momenti concreti di riqualificazione attraverso installazioni temporanee e interventi creativi che daranno la possibilità di testare le reali potenzialità degli spazi in questione.
I risultati di questi laboratori verranno sintetizzati dall’ass. LabUAt e si tradurranno in un progetto esecutivo di riqualificazione della piazza.
L’associazione Labuat intende continuare il lavoro già svolto negli ultimi tempi nell’ambito della rete Bollenti Spiriti a sostegno di Cantiere Maggese, avviando un laboratorio di progettazione partecipata per il recupero creativo dello spazio antistante l’ex chiesa di S. Gaetano (sede del laboratorio urbano) e mettendo al servizio dei residenti le proprie professionalità.
Il laboratorio, mettendo al primo posto il coinvolgimento della gente del luogo, cercando di sviluppare quel rapporto di conoscenza e fiducia instauratosi negli ultimi tempi.
L’idea di base, semplice, è quella di cercare di convogliare la grande vitalità espressa dai residenti della zona in termini questa volta creativi e positivi.
Parlare di progettazione partecipata è estremamente complesso, soprattutto per la diffidenza che i residenti di certe zone hanno ad accettare le intromissioni esterne di gente che non abita e conosce l’isola.
Solo cercando di intercettare le reali esigenze di quei cittadini si può pensare di dialogare con loro ed aiutarli a soddisfare i loro bisogni.
Largo San Gaetano come luogo simbolo della rinascita della Città vecchia
La scelta di privilegiare l’area adiacente alla ex-Chiesa di San Gaetano è motivata dall’esigenza di integrarsi con altri progetti già avviati su questa stessa area, tra cui il già citato Cantiere Maggese ( il Laboratorio Urbano finanziato grazie al Bando Regionale “Bollenti Spiriti”).
Il luogo in oggetto si presenta come uno spazio semi-privato intimo e ben nascosto, poco conosciuto e poco fruito se non dai ragazzini della zona che lo chiamano “il campetto” perchè ha una forma e una dimensione tali da prestarsi bene per giocarvi a calcio. Tuttavia esso non è nato come vera e propria “piazza” ma come spazio di risulta derivante dal crollo di alcuni palazzi, come si vede chiaramente dai segni che questi hanno lasciato a terra. E’ dunque un “vuoto” urbano.
Eppure gli avvenimenti degli ultimi anni, da Cantiere Maggese in poi, hanno dimostrato che alla parola “vuoto” non deve essere data una accezione negativa intendendo tale vuoto come “mancanza”, ma deve esserle attribuita una valenza positiva considerando quel vuoto come qualcosa da poter “riempire” con le infinite possibilità di tutto ciò di cui gli abitanti del quartiere hanno bisogno: dal gioco, alla socialità, alla sicurezza.
Il laboratorio Controprogetto in collaborazione con l’associazione LABuat organizzerà un workshop di progettazione e costruzione partecipata a Taranto, nello slargo antistante l’ex chiesa di San Gaetano in città vecchia, di libere strutture di gioco.
_ Concept
La città vecchia, da anni interessata da piani urbanistici e di recupero, sta vivendo una momento di forte trasformazione.
Soprattutto Largo San Gaetano, grazie al progetto Cantiere Maggese, laboratorio urbano con spazi dedicati alla creatività promosso e finanziato dal programma regionale Bollenti Spiriti che verranno inaugurati a breve, si è presentata come un cantiere vero e proprio in cui è stato possibile annusare il cambiamento.
Controprogetto, vuole esaltare questo cambiamento, reinventando lo spazio pubblico attraverso stratificazioni e accavallamenti, facendone un cantiere un po’ diverso e sopra le righe, un cantiere da gioco.
_ Cosa
Insieme agli abitanti della città vecchia e ai partecipanti al workshop realizzeremo un cantiere del gioco, spazio temporaneo di esplorazione e movimento, simbolo di una città da ricostruire e da reinventare. Realizzeremo una struttura flessibile e dinamica che si trasformerà nel tempo insieme alla piazza e ai suoi futuri utilizzi. Creeremo nuovi livelli in uno spazio già sfaccettato e multidimensionale, per donare nuove prospettive da cui osservare una città che rinasce. Il park-urka sarà composto a partire dagli elementi fondamentali di una impalcatura edile, sfruttandone la versatilità, utilizzandoli in maniera non convenzionale. Altalene, pertiche, pedane basculanti, passerelle, troveranno collocazione in un percorso di partecipazione che coinvolgerà la comunità locale.
_ Perché
Realizzeremo un parco giochi con le fattezze di un cantiere edile perché per noi il cantiere rappresenta un simbolo di trasformazione e cambiamento. I materiali sono di facile reperibilità e assemblaggio e rispettano le normative per strutture all’aperto. Ci permettono un giusto equilibrio tra una struttura permanente e facilmente removibile e modificabile nel tempo.
_ Modalità
Il workshop per la costruzione delle strutture del park-urka si terrà in Largo San Gaetano da martedì 1 a giovedì 10 settembre 2009, con evento di inaugurazione venerdì 11 settembre 2009. L’obiettivo
Chi può partecipare:
il workshop è rivolto a tutti, studenti di architettura, artisti, appassionati di cantieri e impalcature, curiosi e perditempo con una gran voglia di fare. Non sono richieste abilità particolari, l’atmosfera sarà piacevole, giocosa e aperta all’improvvisazione. i partecipanti al
workshop saranno veicoli di partecipazione nei confronti della comunità, chiamati a coinvolgere i ragazzi nella costruzione, a contattare gli artigiani locali per il supporto tecnico, a cercare imprese di costruzione che forniscano i materiali e musicisti che suonino alla festa di inaugurazione.
la partecipazione è gratuita. I pasti saranno forniti dalla comunità locale previa raccolta fondi tra i partecipanti. Alla fine del workshop verrà donata una chiave inglese del 22 come ricordo della bella esperienza vissuta insieme.
Come partecipare:
_ scrivere una mail di adesione a labuat@gmail.com
_ Chi
Controprogetto
Il laboratorio controprogetto è un collettivo di progettisti e creativi nato a Milano dall’esperienza di riqualificazione urbana partecipata della Stecca degli Artigiani. Promuove la progettazione partecipata di spazi pubblici, l’uso di materiali di recupero e la cultura del fare.
progetti realizzati:
_Kotlinaparco parcogiochi per il Kossovo (2003)
_Bosco di Gioia, Milano (2004)
_Parteciparco, Opera (Mi) (2007)
_Partecipiazza, Gravellona Toce (2009)
LABuat
L’associazione LABuat (Laboratorio Urbano Architettura Taranto),nata grazie al finanziamento Principi Attivi_Giovani idee per una Puglia migliore della Regione Puglia, intende portare avanti un progetto di riqualificazione sul largoS an Gaetano in città Vecchia attraverso l’organizzazione di workshop con artisti e creativi provenienti da altre realtà sui temi della progettazione partecipata e riappropriazione degli spazi pubblici.
_ Come
Costruiremo delle strutture temporanee in Largo San Gaetano con materiali di recupero. Nella settimana precedente il workshop faremo dei giri di esplorazione per trovare materiali adatti alla costruzione del progetto.
Cerchiamo sponsors e finanziamenti per dare al progetto la massima visibilità.
Media Partner: Radio Popolare Salento
Martedì 1 settembre_ h.10_ Via Cava 90_
Città Vecchia_ Taranto
L’Associazione LABuat (Laboratorio Urbano Architettura Taranto) comunica che il giorno 1 settembre alle ore 10.00, presso la struttura del “Cantiere Maggese” di Via Cava 90, nella città vecchia di Taranto , terrà una conferenza stampa di presentazione del workshop di progettazione e costruzione urbana partecipata
Park-Urka!
Il workshop si terrà dall’ 1 settembre fino al 10 nello slargo antistante l’ex chiesa di San Gaetano in città vecchia, con evento di inaugurazione venerdì 11 settembre 2009 e sarà patrocinato dal Comune di Taranto.

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che sono intervenuti alla conferenza stampa di presentazione del laboratorio “Park-Urka!”: è stato un vero successo vedervi lì tutti insieme all’interno degli spazi di Via Cava per l’occasione aperti al pubblico!
Speriamo che tornerete a trovarci in questi giorni, curiosi e spinti dalla voglia di fare, per iniziare un bel percorso creativo insieme agli abitanti della città vecchia e a tutti i giovani “attivi” che stanno venendo a trovarci da diverse parti d’Italia !!
Un grazie particolare al Sindaco di Taranto Ippazio Stefano, alla preziosissima dott.ssa Rosa Albano, agli assessori Davide Nistri e arch. Nico D’Ippolito, al Presidente dell’Ordine degli architetti di Taranto Enzo La Gioia, alla dott.ssa Elsa De Florio e a Roberto Covolo dello staff di Bollenti Spiriti per il suo intervento, l’appoggio e il sostegno.
Vi aspettiamo TUTTI I GIORNI fino al 10 settembre nello slargo antistante l’ex chiesa di San Gaetano e l’11 settembre per l’appuntamento finale di inaugurazione di Park-Urka!
















